Valparaiso: gemma del Pacifico, tra arte urbana e colline.

Valparaíso è una città enigmatica, definita “La Joya (gemma) del Pacifico” si trova a soli 120 km dalla capitale Santiago del Chile e spesso meta di una visita giornaliera dalla capitale. A prima vista da l’impressione di una città decadente e non posso darvi torto ma dedicandogli qualche giorno si riesce ad apprezzare tutto il suo fascino bohemien e il carattere graffiante dell’arte urbana che decora la città.

BANDIERA-CILE-VALPARAISO

STREETART-VALPARAISO-PESCATORE

Sono passati diversi mesi da quando sono stata a “Valpo”, così chiamata in modo amichevole, ma ho un ricordo vivido. Si dice che Valparaíso si ama o si odia. Io la amo. Tanto che mi sono tatuata il suo ricordo sulla pelle (Qui troverete foto e post). Ho trascorso 15 giorni e se dovessi pensare a una città cilena dove trasferirmi, sarebbe la candidata numero uno. Le sue 42 colline (chiamati “cerros”) regalano viste spettacolari sulla città e sull’oceano. Nonostante ci sia stata nell’inverno cileno (giugno 2016) ho un ricordo molto colorato, forse per via delle coloratissime case.

CASE COLORATE-VALPARAISO-CILE

Per chi ha poco tempo ha disposizione consiglio vivamente i tours proposti da Tours 4 tips  e da Free tour Valparaiso. Le guide sono studenti che svolgono questo lavoro per pagarsi gli studi e per passione. Vi porteranno in giro per i principali quartieri della città. Vi renderete conto che la città è facilmente percorribile a piedi. Gli storici ascensori della città, per pochi centesimi, vi allevieranno la fatica della salita e offriranno viste suggestive sulla città.  Non perdetevi una corsa su uno dei tanti tram elettrici “trolebuses” ancora in circolazione in città. Salite direttamente, pagherete il biglietto al conducente. Se non sapete a quale fermata scendere, chiedetegli informazioni, vi indicherà quando scendere con la tipica gentilezza cilena.

TROLLEYBUS-VALPARAISO-CILE

L’ideale per godersi appieno la città è dedicare almeno 4 giorni, inclusa una scappata alla residenziale ed elegante Viña de Mar.

Meglio iniziare la visita della città da Piazza Sotomayor, nella zona di Barrio Porto. Da qui iniziano i free walking tours. Barrio Porto è un quartiere in cui bisogna prestare un po’ più di attenzione, gli scippatori sanno il fatto loro. Meglio evitarlo al calare della sera se non siete in compagnia di locali. D’obbligo la visita al mercato del pesce.

PIAZZA SOTAMAYOR-VALPARAISO-BARRIO PORTO
Piazza Sotomayor
MERCATO PESCE-BARRIO PORTO-VALPARAISO
Ultimi affari al mercato del pesce di Barrio Porto.

Vi consiglio un pranzo in uno dei tanti ristoranti locali, dove il pesce viene servito fresco tutti i giorni. Uno dei piatti tipici della città è il “Caldillo de Congro” una zuppa di pesce e frutti di mare con verdura. Ordinate con moderazione, la cucina cilena è abbastanza pesante e le porzioni abbondanti.

CALDILLO-PIATTO TIPICO-VALPARAISO

Proseguite fino all’ ascensore Artiglieria, in pochi minuti vi porterà in cima, al punto panoramico del Paseio 21 de Mayo dal quale avrete una vista sull’attivissimo porto. A pochi minuti a piedi si trova il Museo di Navale e Marittimo del Cile.

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Vista su Barrio Porto  e sulla città dalla cima dell’ascensore Artiglieria

Passeggiate lungo i ripidi vicoli del Cerro Allegre e Concepción, cuori pulsanti della vita notturna e dell’arte locale. I belvedere del paseo Yugoslavo e del paseo Gervasoni regalano viste incantevoli sulla città.

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Sempre con il naso all’insù. Originali decorazioni del Cerro Allegre.
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Non importa quale sia la tua forma d’arte. Tappi di birra.

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’ Unesco per le sue case colorate, Valparaiso è un museo a cielo aperto. Proprio il “Museo a Cielo Abierto” del Cerro Bellavista è una tappa imprescindibile con i suoi murales disegnati dagli studenti dell’Istituto d’Arte dell’ Università Cattolica di Valparaíso, ma personalmente trovo che il meglio dell’arte urbana e una delle migliori viste della città sia dal cerro Polanco.

PIAZZA SOTAMAYOR-VALPARAISO-BARRIO PORTO
Il quartiere è un po’ decentrato ma facilmente raggiungibile con il trasporto pubblico. Arrivando con la metropolitana, scendete alla fermata Baron e approfittare per una breve visita al molo per vedere  leoni marini. Tappatevi il naso, nelle giornate di vento l’odore di queste bestiole è insopportabile! Dalla stazione della metro sono circa 20 minuti a piedi, non troverete molti turisti da queste parti e magari potreste attirare l’attenzione dei locali ma a mio parere è tranquillo.
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Il quartiere del cerro Polanco è uno dei più enigmatici della città.
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Sono passati di qui 3 volte ma la macchina proprio non si è spostata.

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Ero venuta a Valparaíso anche per visitare la casa-museo di Pablo Neruda “La Sebastiana”, abbarbicata sul cerro Florida. Quando sono arrivata mi sono attardata troppo nel piccolo giardino della casa a leggere e così si è fatto e non ho più avuto modo di visitarla. Vi lascio una foto di una delle scalinate per raggiungere la Sebastiana.
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Che sia passato di qui Van Gogh?
Se avete tempo vi consiglio una mezza giornata a Viña de Mar, facilmente raggiungibile in collettivo (autobus) o metropolitana da Valparaíso. L’indicazione della mezza giornata è più che altro per quelli che visitano Valparaiso durante l’estate italiana.
Meta per eccellenza del turismo cileno, la sua architettura moderna e i giardini ordinati vi riporteranno a una dimensione più europea.  Io ho apprezzato il lungo mare che costeggia la spiaggia Acapulco e il Castello di Wulff, ex mercante tedesco trasferitosi in Cile, ma dopo poche ore ho sentito il richiamo di Valparaíso.
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La spiaggia Acapulco a Viña de Mar.

Vi lascio alcuni consigli su dove alloggiare e mangiare.

I posti indicati sono stati tutti testati da me.

  • La Joya Hostel chiamarlo hostel è molto riduttivo. Qui ho fatto volontariato e posso ire che è uno dei migliori hostel in cui sono stata in tutto il Sud America e qualcuno l’ho visto. Ottima posizione, vicino alla stazione degli autobus. Piacevole luogo per rilassarsi e socializzare, Nico e il resto del team sono l’anima pulsante di questo hostel.  Pulitissimo grazie alle attenzioni di Carla. Colazione sopra la media e nel week-end arricchita dalle delizie della pasticceria al piano di sotto.
  • Birreria in pieno stile tedesco Hotzenplotz. Buon birra. piatti tedeschi e atmosfera insolita, con un albero gigante piantato nel pavimento.
  • Tama Sushi ristorante giapponese. Cerco sempre di orientare le mie scelte su ristoranti con cucina locale, ma dopo tre mesi di viaggio mi sono concessa un piccolo lusso.
  • Birreria artigianale Altamira. Da provare le birre aromatizzate. Ambiente internazionale con musica dal vivo, ospita concerti Jazz.
  • Per un buon caffè vi consiglio Puro Cafe, dall’ambiente accogliente e con buona connessione internet.

Direi che potete dormire, mangiare e sorseggiare un caffè.

L’ultimo consiglio culturale è una visita al parco dell’ ex carcere, oggi convertito a centro culturale di eventi.

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Quella mamma di cui non so il nome.

Oggi tutti i social media sono invasi da messaggi e posts dedicati alla festa della mamma. Io quasi me ne dimentico, perché in Spagna e Portogallo la festa della mamma è stata settimana scorsa.
Perplessa sul fatto che si parla tanto di Europa unita ma poi alcune ricorrenze si festeggiano in giorni diversi, il mio pensiero è andato lontano: a una donna, una mamma di cui non so il nome.
Ho solo qualche foto e un bellissimo ricordo di viaggio. Ve lo racconto.
GIOVANE-DONNA-SORRIDENTE

Dal mio diario di viaggio per il Sud est asiatico.

È il 30 Dicembre 2016, sono a Luang Prabang, in Laos.
Sono in compagnia di un’altra viaggiatrice slow travel Carolina.
Attraversiamo il ponte di bambù (Bamboo Bridge) per scappare dalla frenesia della città, presa d’assalto dai turisti per i festeggiamenti di Capodanno.
Vaghiamo senza meta e come spesso succede, vagabondando per il mondo, non siamo preparate. Non abbiamo né acqua, né viveri.
Decidiamo di chiedere nel villaggio dove poter mangiare qualcosa. Sono stupiti. Da queste parti non si vedono molti stranieri, di solito preferiscono i raffinati ristoranti cittadini.
Ci consigliano di chiedere in un piccolo negozio poco più avanti.
Non lo chiamerei negozio. È un banchetto in legno con una tettoia in lamiera.
Appesi dolciumi, bustine di shampoo e detersivo per i panni.
Un frigorifero portatile, riempito di ghiaccio e delle più famose bibite gassate.
Quel genere di prodotti che non ti aspetti di trovare in questo posto ma che rappresentano tutto il desiderio di queste persone di imitare lo stile di vita occidentale.
Una giovane donna ci saluta con un timido inglese ma il suo sorriso parla più di mille parole.
GIOVANE-DONNA-MADRE
Chiediamo se possiamo mangiare qualcosa, accenna con il capo e ci fa spazio per sederci. La figlia maggiore la aiuta nei preparativi della migliore Noodle Soup che abbia mangiato in Laos. O forse questo è quello che mi è sembrato per il fatto che questa donna l’abbia preparata con amore, come farebbe una mamma per i propri figli.
NOODLE SOUP- LUANG PRABANG- LAOS
Mangiamo con calma, non abbiamo fretta di andarcene da questo posto. Ne percepisco pace e tutta l’umanità che la nostra società spesso ci fa dimenticare.
Seduta su uno sgabello la giovane donna chiacchiera con la figlia, mentre insieme preparano spiedini di pollo.
MADRE-FIGLIA-LUANG PRABANG
Ci hanno raggiunto altre bambine incuriosite dalla nostra presenza. La situazione si anima ma lei con una grande serenità ricompone l’ordine.
Sia io che Carolina approfittiamo per scattare fotografie per fissare questo momento in una fotografia, perché nei nostri cuori sarà indelebile.
PICCOLE-DONNE-CRESCONO
BAMBINE-GIOCANO-LAOS
Salutiamo e torniamo verso la città. Ci rendiamo conto che non sappiamo il nome di questa donna e non le abbiamo chiesto il contatto mail per inviargli le foto.
Forse è meglio così. Resterà nella mia memoria come l’immagine di una madre e di tutte le madri del mondo.
MADRE-FIGLIA-RIMPROVERO
In Laos la festa della mamma si celebra in data fissa l’8 di marzo. Coincide con la nostra festa della donna. 

Auguri a tutte le mamme e in particolare alla mia. 

Meraviglie del mondo. Ultimo capitolo: Petra, Wadi Musa – Giordania.

Dopo Angkor Wat, Machu Picchu vi racconto di Petra. La finalista della mia personale classifica tra alcune delle meraviglie del mondo paragonabili tra loro.

Ormai dovreste saperlo, per i cenni storici c’è wikipedia. Molto più preparata di me.

Il mio primo ricordo di Petra risale agli anni ’90. Quando, all’età di 10 anni, guardavo con il fiato sospeso il film “Indiana Jones e l’ultima crociata” e cavalcavo lungo Al-Siq con Harrison Ford e Sean Connery.

Non ci sono parole per descrivere la magia che trasmette questo luogo. Una città costruita nella roccia che si tinge di un’infinità di colori a seconda della luce che si riflette sulla roccia, tanto da farle ottenere l’appellativo di “Città Rosa”.  Sono stata due volte a distanza di circa 10 anni ma sono pronta a tornarci domani.

CAMMELLI-PETRA-GIORDANIA
Il Tesoro (El Khasneh) è indubbiamente il monumento più famoso di Petra.

La prima volta era stata una visita di un giorno con viaggio organizzato da Sharm Exyl Sheik, la seconda volta sono stata a settembre 2015 durante un viaggio itinerante tra Giordania e Israele e ho dedicato due giorni alla visita del sito archeologico. Se dovessi ritornarci con tempo penso che dedicherei 3 giorni. Ci sono molti percorsi che non ho ancora esplorato.

Petra è stata per più di 500 anni la capitale dei Nabatei, nomadi di origine semitica provenienti dall’attuale Arabia Saudita. Tra il 400 a.c. e il 106 d.c., la città fu un crocevia per le carovane, cariche di sete e spezie, provenienti dalla Cina e dall’India e dirette in Siria, Grecia e Roma e viceversa. Nel 106 d.c. venne annessa all’impero romano e successivamente all’impero bizantino, da qui l’influenza di entrambi gli stili architettonici. In seguito a catastrofi naturali e alla progressiva egemonia della città di Palmira, nuovo polo commerciale sulla rotta della via della Seta, Petra cadde nell’oblio fino al 1812 quando venne riscoperta da un esploratore svizzero.

Nel 1985 venne dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e nel 2007 una delle nuove sette meraviglie del mondo.

Passiamo ai consigli pratici per la visita.


Biglietti:

Il costo dei biglietti dipende dal numero di giorni di permanenza in Giordania e dai giorni che volete dedicare alla visita del sito archeologico. 

Petra si può visitare in una giornata ma sarà molto intensa e limitata ai monumenti lungo il percorso principale.

Il costo per una visita giornaliera è di 90JD (JD=dinari giordani) che corrispondono a più di 100 Euro. Se deciderete di pernottare una notte in loco, il costo si riduce a 50JD. Per due giorni 55JD e per 3 giorni 60JD. Se decidete di visitate Petra lo stesso giorno del vostro ingresso in Giordania, vi verrà chiesto di pagare 90JD, i 40JD vi verranno restituiti il giorno successivo. Non so se presentando la prenotazione di un hotel vi possano applicare direttamente il prezzo di 50 JD.

Portate con voi il passaporto, vi verrà richiesto all’atto di acquisto dei biglietti per determinarne il prezzo.


Mezzi di trasporto:

La cittadina di Wadi Musa, dove si trova l’ingresso di Petra, è raggiungibile dalla capitale Amman con un viaggio di circa 3-4 ore di auto/taxi o autobus lungo l’autostrada che attraversa il paese. Più facile se atterrate ad Aqaba, i tempi si riducono a un’ora e mezza.

Vi consiglio di visitare Petra alle prime ore del mattino o nel pomeriggio, per evitare il caldo e il turismo di massa.

A piedi

Uno dei modi migliori per visitare il sito archeologico è sicuramente camminare e avventurarsi lungo i vari percorsi. All’ingresso vi verrà fornita una mappa.

Il percorso principale è alla portata di tutti, in quanto non prevede dislivelli e vi permette di vedere i monumenti più conosciuti. Sono circa 8 km (andata e ritorno) senza deviazioni. Il tempo può variare molto a secondo del vostro interesse nei monumenti, negli acquisti di souvenir e delle vostre condizioni fisiche. Stimate almeno 5 ore.

Nel mio secondo viaggio a Petra, ho dedicato il primo giorno al percorso principale e all’ascesa al monastero Ad-Deir. Sfiancante salita di circa 45 minuti, solo andata, lungo più di 800 scaloni irregolari e scivolosi. Valeva la pena? Assolutamente sì.

Il secondo giorno mi sono avventurata lungo il percorso Al-Khubtha che porta al medesimo palazzo e offre una vista mozzafiato su Al-Khazneh, alias il Tesoro. Se la salita al monastero è stata faticosa, questa ancora di più.

  • Pro: soluzione migliore in termini economici ma non di tempo. Permette di vedere i principali punti di interesse.

  • Contro: Non adatto a chi ha poco tempo. E’ faticoso quasi stremante, considerate anche i fattori climatici.

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Camminare lungo Al-Siq in solitaria non ha prezzo.

A dorso di animali.

Chi non ha immaginato di percorre Al-Siq a cavallo come Harrison Ford?

Se in passato era possibile, adesso i cavalli sono disponibili solo per le persone con necessità (disabili, persone anziane o con problemi di deambulazione). Per chi vuole solo fare una passeggiata tenga presente che i cavalli si fermano alla diga prima dell’ingresso a Al-Siq. Una volta lì potete proseguire con un calesse (max 2 pax).  

Vi incamminate lungo Al-Siq a piedi e quando arrivate al Tesoro vi pentite di non avere preso un cavallo? Qui vi aspettano calessi e cammelli.

  • Pro: Permette di guadagnare tempo e vedere i principali punti di interesse comodamente seduti, per quanto la strada lo possa permettere.

  • Contro: Contrattate il prezzo prima di salire, i costi sono elevati e non sono giustificati considerate le condizioni di molti animali.

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Abbigliamento:

Sono stata a Petra la prima volta a luglio, la seconda a settembre. In entrambi i casi le temperature superarono i 35 gradi durante le ore centrali.

Il mio consiglio è quello di vestirvi con abiti leggeri, preferibilmente dai colori chiari, meglio se di cotone o lino. Un foulard per riparavi dal sole e dalla polvere.

Ricordate che siete in un paese arabo e quindi è preferibile non richiamare l’attenzione con short o magliette troppo scollate. 

Essendo una zona desertica, quando il sole tramonta le temperature scendono velocemente, munitevi di qualcosa di che vi tenga al caldo. Una giornata sotto il sole e la stanchezza possono rendervi più sensibili all’escursione termica.

Indossate scarpe comode, evitate sandali e infradito. Non dimenticate cappello, occhiali da sole e crema solare.


Consigli generici:

  • La Giordania è uno dei paesi più secchi del mondo, assicuratevi di avere sempre con voi dell’acqua. Il rischio di disidratazione è elevato.

  • Portatevi qualcosa da mangiare o il pranzo al sacco. Molto spesso gli hotel offrono questa opzione. In fondo non siete arrivati fino a Petra per perdere una o due ore seduti a mangiare in un ristorante, o sbaglio?

  • Lungo la strada verrete avvicinati da numerosi venditori ambulanti, alcuni beduini della zona, che tenteranno di vendervi monili e oggetti preziosi. Inutile dire che molto spesso si tratta di falsi. Gli arabi in generale sono molto insistenti, rispondete senza impazientirvi con un cortese “Shukrân”.

  • E’ possibile partecipare allo spettacolo serale di Petra By Night.

Vi lascio alla visione di qualche foto. Non sono eccellenti. Su quasi tutte aleggia una sorta di foschia, si tratta di sabbia. A settembre 2015, la Giordania, e altri paesi del Medio Oriente, è stata colpita da una tempesta di sabbia che non si vedeva da 70 anni!

Quando si dice fortuna.

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Tomba dell’Obelisco
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Elefante, uno dei monumenti visibili lungo Al-Siq.
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Strada colonnata
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Circa 800 scaloni vi separano dal Monastero. A chi arriva primo?
MONASTERO-AL DEIR-PETRA
Il Monastero. Cosa dite valeva la pena?

CAMMELLI-PETRA-GIORDANIA

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Tomba dell’Urna
TEATRO-ROMANO-PETRA
Vista dalle Tombe reali sul Teatro romano
TOMBE-CORINZIE-PETRA
Tombe Corinzia
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Vista dalle Tombe Reali
TOMBA-PALAZZO-PETRA
Tomba del Palazzo 
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Sull’orlo del baratro.

Meraviglie del mondo. Capitolo 2: Machu Picchu, Aguas Calientes – Perù

Vi ho raccontato di Angkor Wat, al terzo posto della mia personale classifica tra alcune delle meraviglie del mondo paragonabili tra loro. Al secondo posto c’è il Machu Picchu.

Il Perù stato il primo paese che ho visitato in questo mio lungo viaggio per cui ci sono particolarmente affezionata. Da anni sentivo parlare del Machu Picchu e dell’impatto emozionale alla vista ma solo quando ci sono arrivata, ho capito il perchè.

Il Machu Picchu si trova a pochi chilometri dalla località di Aguas Calientes, detta anche Machu Picchu pueblo. Dal 2007 fa parte delle sette meraviglie del mondo moderno. Il complesso del Machu Picchu fu costruito dagli Inca nel XV e abbandonato nel XVI quando l’impero Inca fu conquistato dai spagnoli. La “città perduta” fu riscoperta nel 1911 dallo storico di Yale Hiran Bingham durante un’esplorazione nella valle Urubamba.

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Nel primo pomeriggio il Machu Picchu si svuota. E’ allora che ci si può godere lo spettacolo.

Ecco qualche consiglio per godervi questa meraviglia.

Biglietti:

L’ingresso al sito archeologico è caro ma a mio avviso ne vale la pena. Andreste in Perù senza vedere il Machu Picchu? Certo che no.

Se state organizzando il vostro viaggio la prima cosa che dovete fare è verificare la disponibilità dei biglietti. Al Machu Picchu entrano 2500 persone al giorno, se non volete affidarvi a agenzie, vi consiglio di comprarlo con anticipo. Se poi avete intenzione di salire al Huayna Picchu o alla montagna Machu Picchu allora fatelo con LARGO anticipo. I posti giornalieri disponibili sono 200 nel primo caso, 800 nel secondo.

Per verificare prezzi e disponibilità potete utilizzare i seguenti link:  http://www.machupicchu.gob.pe/ 

http://ticketmachupicchu.com/machu-picchu-ticket-availability-online/

I biglietti sono personali e non rimborsabili. Se siete studenti, con la tessera ISIC,  avete diritto a sconti ma ricordatevi di portala insieme al vostro passaporto. Vi verrà richiesto all’ingresso e potrete apporvi il timbro come ricordo.

NON AVVENTURATEVI SENZA AVERE ACQUISTATO I BIGLIETTI.

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Vista dalla Montagna Macchu Picchu.

Mezzi di trasporto:

Trekking al Machu Picchu.

Il cammino Inca e il Salkantay trek sono tra le escursioni più famose ma stanno prendendo piede treks alternativi più facili e economici come per esempio il Lare Trek e il Jungle Trek.

Il cammino Inca va prenotato con mesi di anticipo e il costo si aggira tra i 400-500 USD. Il Salkantay trekking sta diventando l’alternativa popolare, il costo è inferiore. A me in bassa stagione (fine aprile 2016) è costato meno di 300 USD (compreso l’ingresso Machu Picchu e Montagna Machu Picchu e treno di ritorno). Quasi tutti i treks si concludono a Aguas Calientes e da lì ci sono più opzione per la salita, ma ve ne parlo più avanti.

  • Pro: camminerete nella natura più incontaminata che vi sorprenderà per la varietà dei paesaggi attraversati. Se avrete la fortuna di essere in un bel gruppo saranno momenti di grande condivisione.

  • Contro: Prenotazione anticipata. Costi sostenuti e almeno 3 giorni a disposizione.

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Il Salkantay trek non sarebbe stato lo stesso senza questo fantastico gruppo.
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Panorama dalla Puerta del Sol. Porta di accesso al Machu Picchu del Cammino Inca.

Treno per Aguas Calientes.

Due sono le compagnie ferroviarie che permettono di raggiungere Machu Picchu pueblo: Inca Rail e Peru Rail.

Anche nel caso del treno è necessario prenotare con anticipo e valutare le possibili opzioni dall’opzione “backpacker” a super lusso.

Molte agenzie vendono pacchetti combinati che prevedono autobus o minivan e treno, per chi non vuole perdersi l’esperienza di un viaggio in treno.

Perù Rail parte da Cuzco, Urubamba e da Ollantaytambo.

Inca Rail parte solo da Ollantaytambo, raggiungibile con taxi, minivan o autobus.

  • Pro: Se avete a disposizione poco tempo è l’opzione migliore (circa 3 h in treno da Cuzco). Arriverete freschi e riposati.

  • Contro: Costi elevati (almeno 120USD A/R) e prenotazione anticipata.

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Spostarsi prego. Arrivo il treno.

Aguas Calientes via Santa Maria – Santa Teresa – stazione di Hidroeléctrica

Se non vi siete organizzati in anticipo o il vostro budget non vi permette le soluzioni precedenti, non demoralizzatevi esiste un’ultima possibilità: raggiungere con mezzi pubblici o minivan le località di Santa Maria, Santa Teresa o Hidroeléctrica.

Da Hidroeléctrica potete prendere il treno fino a Aguas Calientes o passeggiare lungo i binari del treno con un trekking di 2,5-3h. Questa è l’opzione per chi, come me è ha scelto il Salkantay trek.

  • Pro: soluzione più economica.

  • Contro: Dovete considerare una giornata dedicata agli spostamenti. Durante la stagione delle piogge spesso la strada non è accessibile.

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Hidroelectrica – Aguas Calientes. Una piacevole passeggiata per tutti.

Da Aguas Calientes al Machu Picchu

Qualunque sia stata la vostra scelta per arrivare ad Aguas Calientes dovrete decidere come salire al Machu Picchu. Le opzioni sono due:

  • In Autobus. Opzione costosa ma rapida (circa 30 minuti). Il costo per la sola andata l’anno scorso era di 10USD (normalmente escluso dai pacchetto dei treks).    Consiglio l’acquisto dei biglietti il giorno prima, il chiosco di Consettur si trova vicinanze del ponte Ruinas.Il primo autobus parte alle 5.30 e i successivi ogni 10-15 minuti. Mettetevi in coda almeno alle 5.00 se volete salire sui primi autobus a partire. 

  • A piedi, affrontando una scalinata di circa 2000 gradoni nella giungla. Il percorso è di circa h1,5.

Prima di effettuare la vostra scelta considerate i seguenti fattori:

  • I tornelli al Machu Picchu aprono alle 6.00 ma se volete vedere l’alba ed essere tra i primi, allora considerate di arrivare almeno alle 5.30.
  • Prima dell’alba, qualunque sia la vostra scelta non potrete ammirare molto il paesaggio, ricordatevi che non c’è illuminazione.

  • La visita alle rovine richiede di camminare parecchio, alle volte in condizioni atmosferiche difficili. Pensate anche al mal di altura.

  • Se siete tra i fortunati a salire al Huayna Picchu o alla montagna Machu Picchu vi aspetteranno infiniti GRADONI.

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H 5.53: coda ai cancelli.

Abbigliamento:

Il tempo al Machu Picchu è molto variabile, nella stessa giornata potreste imbattervi nelle quattro stagioni, un po’ come a San Francisco in California. Vestitevi a cipolla e non dimenticate un impermeabile e crema solare. Scarpe comode.

Passaporto sempre con voi.

Detto tutto questo, il mio consiglio è quello di non organizzarvi un’esplorazione dai tempi troppo rigidi dettati da treni o minivan di rientro. Prendetevi il tempo di soffermarvi a osservare e a respirare l’aura magica che aleggia in questo posto.

ALBERO-MAGICO-MACHU PICCHU
Tutto ha qualcosa di magico, anche l’albero.

Nel prossimo post vi racconto della meravigliosa Petra.